Cucire Stoffe Elasticizzate [I Lati Positivi]

I contro

Il titolo parla dei lati positivi, ma partiamo con quelli negativi.

Spesso si tende a essere intimiditi dalle stoffe elasticizzate o a pensare che per ottenere buoni risultati sia necessario possedere una taglia e cuci. Ebbene io non ne possiedo una, ma i tessuti elasticizzati rimangono i miei preferiti.

La mia predilezione per i tessuti elasticizzati nasce dal fatto che i capi realizzati con questo materiale sono sicuramente quelli che preferisco indossare, perché sono più confortevoli, morbidi e sono adatti ad ogni occasione.

I motivi che fanno sì che questo tipo di stoffe vengano lasciate da parte sono:

  • la scivolosità che le rende difficili da gestire ottenendo cuciture imprecise e ondeggianti;
  • il fatto che si arrotolino lungo i bordi;
  • il fatto che a volte sembra che il piedino e le griffe non riescano a far scorrere in avanti la stoffa e la piastra d’ago sembra quasi inghiottirla.

La prima soluzione che mi viene in mente per ovviare ai problemi di scivolosità e arrotolamento è la scelta di una stoffa un po’ più consistente tipo un punto Milano, che è un jersey doppio, più stabile di quello semplice. Una volta presa la mano con i tessuti più facili da gestire si potrà passare a quelli più difficili. Devo dire però che in generale evito quelli troppo leggeri e “arrotolosi” perché mi sembrano di qualità inferiore.

Ci sono poi alcuni trucchi da seguire per cucire bene i tessuti stretch e dei materiali ad hoc che si possono utilizzare, ma di questo parleremo più in là.

I pro

 

Elasticità

I pro del lavorare con stoffe elasticizzate sono diversi, ma derivano tutti dalla loro caratteristica principale ovvero l’elasticità.

Questa permette loro di seguire le forme del corpo senza bisogno di pince, rendendo i capi realizzati con questo tipo di stoffa molto facili e veloci da portare a termine. In molti casi è possibile copiare i modelli da capi che già si possiedono in maniera molto semplice e immediata, evitando di perdersi tra misure e cartamodelli.

In alcuni video sul mio canale potrete vedere questa tecnica spiegata nel dettaglio. L’unico accorgimento da tenere presente è che il modello e la stoffa che abbiamo scelto abbiano una quantità di stretch simile.

L’elasticità della stoffa permette inoltre di risolvere alcune imprecisioni (nel taglio per esempio) senza che lo sbaglio sia evidente, anzi in alcuni casi nascondendolo del tutto. Sarebbe preferibile misurare tutto e tagliare tutto alla perfezione, ma non è quasi mai così e la possibilità di rimediare con poco è sempre utile, soprattutto per chi è alle prime armi, così da non sprecare materiale.

Un altro piccolo consiglio per chi sta imparando o vuole risparmiare: un’opzione interessante è quella di lavorare con gli scampoli (che io utilizzo spessissimo). Uno scampolo, essendo una rimanenza, può non avere le misure che ci interessano: se la differenza tra misura richiesta e misura dello scampolo non è eccessiva l’estensibilità della stoffa ci potrà venire in aiuto permettendoci di ottenere comunque un risultato di tutto rispetto.

Questa è la mia modesta opinione sui tessuti elasticizzati, mi piacerebbe conoscere la vostra, scrivetela nei commenti!

 

 

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